Posts Tagged ‘Stampa estera’

Scommesse sulla prossima persona insultata da Berlusconi

Quando pensavo che gli sberleffi provenienti dall’estero avesse raggiunto il culmine, mi si presenta questa pagina…..

Scommessa su Berlusconi

Praticamente a questo link, purtroppo non visibile dall’Italia (ma potreste usare un VPN, vedi Hotspot Shield) si può scommettere su chi sarà la vittima dei prossimi insulti del nostro Presidente del Consiglio (ma quanto sono coglione).

Riassumo le quote:

  • Angela Merkel 3/1
    Muammar al-Gaddafi 7/2
    Gordon Brown 4/1
    Nicolas Sarkozy 5/1
    Mahmoud Ahmadinejad 6/1
    The Pope 7/1
    Kim Jong-il 8/1
    Dmitry Medvedev 14/1
    Hu Jintao 18/1
    The Queen 20/1
    Kevin Rudd 25/1
    Stephen Harper 33/1
    Brian Cowen 50/1
  • Angela Merkel 3/1
  • Muammar al-Gaddafi 7/2
  • Gordon Brown 4/1
  • Nicolas Sarkozy 5/1
  • Mahmoud Ahmadinejad 6/1
  • The Pope 7/1
  • Kim Jong-il 8/1
  • Dmitry Medvedev 14/1
  • Hu Jintao 18/1
  • The Queen 20/1
  • Kevin Rudd 25/1
  • Stephen Harper 33/1
  • Brian Cowen 50/1
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 9.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: +1 (from 1 vote)

La CNN su Berlusconi dopo il G8

Questo servizio della CNN, sottotitolato in italiano, commenta il G8 ed in particolare la figura di Silvio Berlusconi. Altro che grande successo e rivalutazione dell’Italia. IL MONDO CI VEDE COSÌ.

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0 (from 0 votes)

Ecco come ci disegnano i vignettisti aldilà delle Alpi

International Herald Tribune

International Herald Tribune

 

El Pais

El Pais

Se ogni paese ha i governanti che si merita e Berlusconi la maggioranza assoluta, allora l’Italia è assolutamente corrotta

 

Svizzera – Solothurner Tagblatt e BZ – Berner Zeitung
Lussemburgo  - RTL-télévision e Tageblatt
Francia – Courrier International

Svizzera - Solothurner Tagblatt e BZ - Berner Zeitung, Lussemburgo  - RTL-télévision e Tageblatt, Francia - Courrier International

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0 (from 0 votes)

La stampa estera sulla vittoria di Berlusconi

Scrive il New York Times: Silvio Berlusconi, «il singolare miliardario che già domina la scena pubblica italiana, si è aggiudicato ieri una convincente vittoria alle elezioni parlamentari italiane». Ma con l’economia a pezzi e l’Europa sempre più lontana – argomenta il quotidiano della Grande Mela – «è difficile stabilire se gli italiani abbiano votato realmente per lui o per esprimere dissenso rispetto al precedente governo».

Quello del Wall Street Journal è forse il commento più positivo: «Il leader conservatore italiano Silvio Berlusconi è riuscito in un’altra delle sue imprese, vincendo le elezioni appena due anni dopo essere stato sconfitto. Ora bisognerà vedere se manterrà la promessa fatta 14 anni fa quando andò al governo per la prima volta: portare il paese fuori dalla prolungata crisi politica che ha succhiato vitalità all’economia e fiducia ai cittadini». Positivo, ma guardingo. E l’editoriale sulle cose italiane affidato a Matthew Kaminski pur parlando di «convincente vittoria», sostiene che rispetto al vecchio Berlusconi «nonostante le apparenze, qualcosa è cambiato: il suo programma è meno ambizioso che in passato. Il successo della sua coalizione dice molto sulla disillusione degli italiani dopo venti mesi di governo del centrosinistra».

Il francese Le Figaro ironizza sull «inossidabile cavaliere». Scrive il commentatore: «Silvio Berlusconi rimane una personalità fuori dalla norma, eccessiva e stravagante». La sconfitta alle legislative dell’aprile 2006 avrebbe potuto suonare l’ora del suo ritiro dalla politica. Invece gli ha dato il gusto della rivincita. Poi insiste nel descrivere «I geronti italiani aggrappati al potere» E l’Italia come una nazione «con classe politica più vecchia del mondo».

«L’infernale equazione italiana» è il titolo dell’editoriale di Françoise Crouïgneau su Le Echos. Tutti s’interrogano sul margine di manovra di cui disporrà il prossimo governo italiano -scrive- sul piano economico e sociale, in tempi di crisi planetaria e crescita in panne, ma pure politico. Ancora prima di trovare i mezzi finanziari per riprendere la via delle altre riforme, Silvio Berlusconi dovrà dedicarsi a quella elettorale: è la tesi del giornale economico.

Lo spagnolo El Pais ci ribattezza: “Berlusconia”. È questo il titolo dell’editoriale che giudica «inspiegabile» l’ennesima vittoria elettorale «di un uomo che ha sempre confuso i suoi interessi privati e le proprie responsabilità politiche, senza pagare per nessuno degli errori commessi in passato». L’interpretazione è che la vittoria del Cavaliere sia da considerare «frutto di una grande intelligenza politica: Berlusconi ha saputo infatti confrontarsi con il rivale Walter Veltroni prima ancora che il Partito Democratico potesse crescere sufficientemente e prima ancora che il governo di Romano Prodi avesse l’opportunità di consolidare un bilancio, soprattutto economico, più facile da spiegare ai cittadini».

«Aiuto, torna Berlusconi!»: è questo il titolo d’apertura del quotidiano della gauche francese Liberation, che dedica al vincitore delle elezioni anticipate una foto che copre quasi interamente la prima pagina. «Vittorioso nelle elezioni italiane con i suoi alleati estremisti, il Cavaliere riprende le redini di un Paese in pieno marasma», si legge nel sottotitolo. Nel riportare i risultati della consultazione elettorale italiana, i corrispondenti sottolineano lo spostamento a destra della coalizione vincitrice. «Una vittoria grazie alla destra dura», s’intitola l’articolo a pagina 3 dedicato ai risultati elettorali, in cui si afferma che Silvio Berlusconi «è ostaggio» della Lega Nord, definita «un movimento xenofobo, secessionista ed eurofobo». Secondo il giornale francese, inoltre, «questa deriva di Berlusconi verso una destra dura rischia di accentuarsi ancora, dal momento che è stato abbandonato dalla piccola formazione cristiano-centrista dell’Udc di Pier Ferdinando Casini».

Il britannico The Financial Times è però un quotidano economico tutt’altro che di parte. L’analisi è: «Berlusconi ha vinto con un buon margine, ma la stabilità politica in Italia resta in dubbio. Il Pdl ha perso l’appoggio del centro cattolico, e deve la sua vittoria agli alleati di destra». «La scorsa notte Silvio Berlusconi ha ottenuto un significativo ritorno al potere con un margine relativamente decisivo», si legge sul giornale economico, che a suo tempo ebbe a definire il leader del Pdl unfit, cioè non adatto a governare, «ma se l’Italia assisterà a una nuova era di stabilità politica resta in dubbio». Berlusconi «guida una coalizione di centrodestra che ha perso la voce moderata dei cattolici centristi, i quali alle elezioni hanno corso da soli»; e dunque deve il risultato «agli alleati di destra che hanno reso possibile la sua vittoria». Ora, spiega il quotidiano londinese, al suo ritorno al potere il capo del Pdl «dovrà affrontare la crisi economica globale, che è ancora più accentuata in Italia». Inoltre, nota il corrispondente da Roma, «le dichiarazioni protezionistiche» degli alleati di Berlusconi, «sottolineate dalla loro opposizione all’acquisizione della compagnia di bandiera Alitalia da parte di Air France-Klm, indicano che la sua politica di mercato neo-liberale potrebbe lasciare il posto a un più diretto intervento del governo».

Durissimo l’inglese The Guardian: «Con la vittoria elettorale della coalizione guidata da Silvio Berlusconi, che incorpora anche il partito neo-fascista e quello separatista del Nord, l’Italia non risolve nessuno dei suoi problemi». E ancora: «Il Bel Paese rimane ostaggio infatti di un sistema politico immobile e chiuso che alimenta profonde disuguaglianze, con una maggioranza di cittadini che vota la destra fino a quando questa non fallisce, per poi dare un tiepido sostegno ad alternative di sinistra troppo deboli per agire».

«Berlusconi torna al potere grazie all’alleato post-fascista», titola l’edizione online di The Independent, che parla di «spiacevole ritorno». «Berlusconi ha festeggiato una trionfale rielezione, tornando alla guida del governo della settima economia mondiale», scrive il giornale britannico. Per l’Independent il centrosinistra di Walter Veltroni «ha fallito nel tentativo di unirsi per fermarlo.

Dal canto suo, la stampa tedesca riferisce con grande evidenza del successo elettorale di Silvio Berlusconi, con alcuni giornali che parlando di autentico trionfo del leader conservatore. «Berlusconi vince, Veltroni ammette la sconfitta», titola in prima pagina l’edizione online della Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ). «Berlusconi – aggiunge il giornale conservatore – vuol restare alla guida del governo per cinque anni». «Venti mesi dopo la sua sconfitta elettorale, Berlusconi torna al potere in Italia assicurandosi una chiara maggioranza sia alla Camera che al Senato».

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0 (from 0 votes)

Financial Times: “Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi”

fonte: link

Silvio Berlusconi

L’Italia ha bisogno di riforme” e “la prospettiva di un nuovo inefficace governo guidato da Silvio Berlusconi e composto dalla stessa casta di politici che continuano a ritardare le sfide che il paese non può più evitare è profondamente deprimente“.

E’ la conclusione alla quale arriva oggi il Financial Times osservando amaramente come “l’Italia abbia avuto una preziosa opportunità di rinnovarsi” con Tangentopoli e “la possibilità di ridisegnare la sua economia quando passando da lira ad Euro i costi dei suoi debiti furono ridotti drasticamente. E nulla è avvenuto“. E, prosegue Financial Times, “pochi politici possono sfuggire alle accuse“.

Muovendo l’attenzione sui programmi elettorali, il quotidiano finanziario sottolinea come “le grandi promesse di spesa di entrambi i contendenti ignorino la realtà di un’Italia con una ridotta crescita, un vasto debito pubblico e una competitività in declino“. Ancora una volta nell’occhio del ciclone vi è Silvio Berlusconi “le cui promesse di spesa, circa il triplo di quelle di Veltroni secono uno studio, sono particolarmente demagogiche“. Tutto questo potrebbe essere catalogato come “fumo retorico da campagna elettorale” non fosse che il sistema elettorale costringe alle discussioni su ogni provvedimento”.

La conclusione è ancora una volta amara: “L’Italia è in relativo declino. Sta affondando sotto un sovradimensionato settore pubblico, burocrazia e fatiscenti infrastrutture. Ha bisogno di una riforma strutturale dell’economia e un rinnovamento politico. Non sembra che riuscirà ad averli“.

VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: 0 (from 0 votes)