Il ritorno del giullare
10 Aprile 2008 | ROMA
da The Economist versione stampata
Sarà l’ultima battuta di Silvio Berlusconi?
I maggiori rischi per Silvio Berlusconi, alle prossime elezioni generali del 13 e 14 aprile sono di sua stessa creazione. Per dieci settimane dopo la caduta del governo di Romano Prodi, il 24 gennaio, in Italia il “magnate-politico” è riuscito a mantenere il suo più scandaloso spirito. Con le previsioni degli indicatori economici in rapido peggioramento, si prevede che, una volta ancora l’Italia, resterà sotto la media dell’Unione europea, pochi italiani sono felici.
L’onorevole Berlusconi ha giocato la carta della sicurezza e sembra probabile che diventerà primo ministro per la terza volta in 14 anni. Il movimento del Popolo delle Libertà è stato avanti nei sondaggi, quando l’ultimo sondaggio d’opinione è stato rilasciato il 28 marzo (la legge italiana vieta la pubblicazione di sondaggi nelle ultime settimane della campagna).
La maggior parte degli scherzi del signor Berlusconi sono stati sia sciocchi (affermare che parlava latino abbastanza bene a pranzo con Giulio Cesare) che sessiste in un modo che non sembrano danneggiarlo (la sua opinione che le donne di destra erano più carine di quelle di sinistra). Ma l’8 aprile, un lato più sinistro riemerse quando il signor Berlusconi ha detto che i magistrati statali, come quelli che sono stati a caccia di lui attraverso i tribunali sin dai primi anni 1990, dovrebbero essere sottoposti a periodici controlli di salute mentale. Il suo principale rivale, Walter Veltroni di centro-sinistra, il Partito Democratico, ha chiesto la garanzia del signor Berlusconi di lealtà verso le istituzioni statali.
Una interpretazione, difficilmente da definirsi rassicurante, era che l’onorevole Berlusconi ha cercato di distogliere l’attenzione da un ancor più allarmante esplosione dal suo alleato, Umberto Bossi, il leader della Lega Nord. Egli ha detto ai suoi seguaci che potrebbero prendere le armi per quello che è stato definito un tentativo da parte del centro-sinistra di confondere gli elettori con schede elettorali troppo complicate. Gli eccessi di Bossi sono leggenda e di solito sono scontati, così come quelli dell’onorevole Berlusconi, che invia un messaggio subliminale di indifferenza per le leggi italiane.
L’ironia è che la scheda è, in realtà, un prodotto di una legge redatta da uno dei deputati di Bossi e spinto dall’ onorevole Berlusconi, con l’ultimo governo nel 2005. Il suo autore, Roberto Calderoli, l’ha spudoratamente chiamata “la porcata”, approssimativamente un “carico di spazzatura”. Ha incoraggiato la frammentazione politica, anche se ha consentito una chiara maggioranza alla Camera dei Deputati, è ridotto al minimo le possibilità di un lavoro di coalizione al Senato. Critici hanno detto che l’onorevole Berlusconi ha adottato il sistema perché sapeva che avrebbe perso le elezioni del 2006, e voleva minare il suo successore.
The irony is that the voting slips are, in fact, a product of legislation drafted by one of Mr Bossi’s own deputies and pushed through by Mr Berlusconi’s last government in 2005. Its author, Roberto Calderoli, unabashedly called it aporcata, roughly a “load of rubbish”. It encouraged political fragmentation and, although it allowed a clear majority in the lower house, the Chamber of Deputies, it minimised the chances of a working coalition in the upper house, the Senate. Critics said Mr Berlusconi adopted the system because he knew he would lose the 2006 election, and wanted to undermine his successor.
Se è così, ha avuto successo. Il governo del Signor Prodi di centro-sinistra ha lottato per due anni, con poca o nessuna maggioranza. Ma dopo aver rifiutato un’offerta da Veltroni a riformare la legge elettorale, il signor Berlusconi, se vince, potrebbe inalberarsi da solo grazie alla sua porcata e presiedere un altrettanto instabile governo.
La vesione originale in inglese la trovate qui: The Economist
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