Tranquilli! E’ in buone mani.

Don Verzè
Le fortune di Don Verzè, definito da Panorama (nel numero del 14 maggio 1989) “prete-manager” e descritto come “un prete atipico che viaggia su auto di lusso, che non veste abitualmente la tonaca e nemmeno il clergyman, che si attornia di segretarie tanto efficenti quanto di gradevole aspetto”; si legano a quelle dell’appaltatore Silvio Berlusconi al tempo della speculazione edilizia che portò alla nascita di Milano 2 e alla costruzione della clinica geriatrica privata Ospedale San Raffaele nei terreni concessi dal comune di Segrate. Parliamo di “speculazione edilizia, in cui dentro ci sono tutti, la Regione, i democristiani e anche i socialisti” perché così la definì nell’agosto del 1973 Tiziana Maiolo. Ma al tempo in cui lanciava queste accuse la Maiolo indossava il tailleur comunista, di gran moda allora, e grosso modo lo mantenne finché non trovò lenimento al furore attivistico che la pervadeva mettendosi, vent’anni dopo, al servizio dello “speculatore” Berlusconi.
Ma torniamo ai nostri Verzè e Berlusconi, il cui connubio nasce al tempo in cui Berlusconi, attraverso la “sua” Edilnord sas appaltava la costruzione di Milano 2 e della nascente clinica San Raffaele. La zona di Segrate dove sorse la città satellite, al tempo, siamo alla fine degli anni sessanta, rientrava nei piani di volo degli aerei che decollavano e atterravano a Linate. Quindi a tutto era idonea tranne che ad edilizia residenziale e a clinica di cura e degenza per ammalati. Ma la presenza della clinica era estremamente comoda a Berlusconi per qualificare l’area in costruzione e per usarla, assieme ai buoni uffici di don Verzè nelle segreterie romane della DC, come grimaldello per ottenere lo spostamento delle rotte aeree, a danno chiaramente di altre aree, precedentemente edificate ma che avevano il torto di non esser sorte “dalle sue mani”. Come è logico immaginare, nonostante un decennio di cause varie in tribunale ( e qualche condanna per istigazione alla corruzione ed edilizia abusiva e senza licenza comminata al prete spretato) alla fine la spuntarono i due sodali e solo con le inchieste giudiziarie di “Mani Pulite” qualche condanna ai corrotti è alla fine arrivata. Quanto ai corruttori… furono… miracolati.
Giuseppe D’Urso, insegnante molto precario, da Catania

















