Missioni di pace: SI
Farmaci per i paesi poveri: NO
Come tutti (spero) sanno per gli anni 2007, 2008, 2009 l’Italia spenderà 3mld di euro per le (falsamente dette) “missioni di pace”.
Negli scorsi giorni è stato raggiunto l’accordo, tra i membri del Parlamento Europeo e i rappresentanti dei governi dell’UE e della Commissione, per esonerare in modo permanente dagli accordi del 2003 sui Diritti di Proprietà Intellettuale Relazionati con il Commercio (Trips) la maggior parte degli abitanti dei paesi poveri. Questa esenzione è stata elaborata per permettere ai paesi poveri, incapaci di far fronte alle emergenze sanitarie, di importare le versioni generiche economiche di farmaci brevettati prodotti sotto una licenza obbligatoria.
Indovinate chi non ha partecipato?
L’Italia!!!!!
L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) stima che nel 2005, 25,8 milioni di persone erano sieropositive nell’Africa subsahariana. In Etiopia, Ghana, Lesotho, Mozambico, Nigeria, Tanzania e Zimbabwe, il 90% di quelli che hanno bisogno di farmaci antiretrovirali per curare l’Aids potrebbero non ottenerli. Rimane quindi urgente trovare altre misure per tutelare la distribuzione dei farmaci essenziali in Africa. Il mercato farmaceutico mondiale costituisce un business da 600 miliardi di dollari annui, ed è monopolizzato da una dozzina di corporations con sedi negli Stati Uniti e in Europa che registrano margini operativi superiori al 25 per cento (contro il 15 per cento circa degli altri beni di consumo) e elargiscono stipendi medi per i loro top manager pari a 42 milioni di dollari all’anno.
Lascio a voi ogni commento.
Ciao,
Nico
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