Mi vendo…

C’era una canzone di Renato Zero del 1977 che titolava così. Il ritornello popolarissimo diceva “Mi vendo… la grinta che non hai!”

Una frase di un’attualità imbarazzante. Mi ricordo le scene dei giornalisti che incalzavano Clinton durante il suo scandalo sessuale. Lo martellavano con una grinta che costrinse il Presidente degli Stati Uniti d’America a dimettersi. Certo, li ebbe peso un’indignazione popolare che non poté essere trascurata.

Ma i nostri giornalisti dove sono?

Sono al mercato della dignità, dal lato del bancone ovviamente, dove vendono a prezzi ormai bassissimi quel che resta della loro spina dorsale. “Venghino signori venghino, oggi in offerta la parte più morbida della mia lingua per leccate di culo leggendarie!!! Solo per oggi in offerta per mezza colonna della terza pagina!!!”

E così il potente di turno, gironzolando fra gli scaffali raccoglie le migliori offerte, le mette nella borsa e una volta arrivato a casa, scende in cantina e le conserva, come il buon vino, pronto ad utilizzarle nelle occasioni speciali.

Lo scandalo scoppia, e il buon Berlusconi, come la formica che ha lavorato per tutta l’estate scende in cantina e dalla dispensa tira fuori il buon Minzolini, pagato pochissimo, giusto l’inchiostro che è servito per metterlo a dirigere il Tg1. Già, il buon Minzolini, pagato da noi, ma orgoglioso di aver venduto la propria virilità per diventare direttore, entra per un minuto e quaranta secondi nelle nostre case e munito di gobbo sapientemente precompilato dice quello che Berlusconi pensa.

Ora so che l’essere umano è una creatura pensante e quindi non posso credere che abbocchi a questi 120 secondi di minchiate. I maggiori quotidiani del mondo stanno mandando reporter qui in Italia per capirci qualcosa. I maggiori quotidiani del mondo dedicano intere pagine di giornali e di siti web a questa notizia. Ma il direttore del Tg1 NO! Per lui è pettegolezzo!

Minzolini, Minzolini…

E’ iniziata da circa un decennio l’attività commerciale di Minzolini (cioè la vendità del suo sedere al miglior offerente), poichè quindici anni fa parlava in questi termini della vita privata di un politico:

Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.

Lascio le conclusioni a voi, perché penso di aver illustrato bene il mio parere su questo modo di comportarsi. Spero solo che un giorno i figli di Minzolini possano leggere questo post (chiamarlo articolo mi pare ‘na cazzata).

Ciao

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  5. Silenzio, ascoltate….niente?? E’ tornato il regime.

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