Archive for the ‘Catania’ Category

Porka vakka! Una schifezza di cena!

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Se vai da Porka Vakka pensa alla povera Vakka uccisa inutilmente per una cena pessima, con servizio scadente.

Sconsiglio vivamente Porka Vakka.

Ciao a tutti, ovviamente non potevano essere tutte rose e fiori le offerte di Groupon.

Dopo la paradisiaca cena alla Cantina Bonaccorsi sono sceso all’inferno di Porka Vakka.

Il deal di Groupon, acquistato il 5 ottobre 2011, prevedeva una cena per 4 persone con: antipasto a buffet, secondo di carne a scelta, contorno e dessert a 49 Euro (invece di 200).

Cosa mi ha spinto a cogliere al volo l’offerta di Porka Vakka? Semplice! La vasta scelta e gli invitanti e prelibati piatti di carne tra cui potevo scegliere: arrosto misto (6 tipi di carne: polpetta di cavallo in foglia di limone, puntina di maiale, costoletta d’agnello, nodino di salsiccia, fettina di vitello, quaglia) o misto salsiccia (7 gusti diversi: al pistacchio, sale e pepe, condita, al finocchietto, piccante, spinaci, pollo e cavallo). Cosa chiedere di più?

Niente, solo la serietà.

Giunti al Porka Vakka l’unica cosa che è stata realmente rispettata è stata la prenotazione. Come il Titanic è stato affondato da un iceberg, così la mia speranza di un cena coi fiocchi è stata affondata da una mitragliata di sale grosso che ricopriva tutte le pietanze. Salsiccia inclusa.

Ma non voglio saltare subito alle conclusioni finali, voglio spiegarvi tutto quello che è successo.

Io ho acquistato 2 coupon da 4 per un totale di 8 persone, la prenotazione era per 10, vi dico questo perché dopo avrà una sua importanza.

Ancor prima di prendere posto i camerieri del Porka Vakka hanno prontamente tolto i menù dal tavolo sostituendoli con un volantino contente la descrizione di un menù fisso da 15 euro: Antipasto, secondo a scelta (vitello, cavallo o maiale), contorno, acqua e vino.

Questo menù è stato liberamente scelto dai nostri 2 amici senza deal. Sconcertante è stato che anche noi con i coupon, in realtà, non avevamo scelta: quella era l’unica opzione a nostra disposizione.

Quindi ricapitoliamo per fare chiarezza: la nostra cena da 50 euro a persona con vasta scelta, si è trasformata in una da 15 euro con menù fisso.

Già qui avevo voglia di protestare, ma non volevo rovinare subito la serata e “per amore della pace”, nella speranza che questo menù imposto fosse appetitoso, ho sorvolato.

Porka Vakka e siamo a uno!

Ci siamo accomodati ed abbiamo fatto le nostre ordinazioni.

A questo punto avevamo il buffet di antipasti a nostra disposizione (non erano 60 tipi ma non facciamo i pignoli).

Nemmeno il tempo di portarli al tavolo che i camerieri servono le patate che avevamo appena ordinato come contorno per la carne. A quel punto abbiamo mangiato rapidamente l’antipasto convinti che la carne sarebbe arrivata di lì a poco.

Mai previsione fu più sbagliata. Dopo circa 40 minuti eravamo lì con la nostra previsione e le patate ghiacciate…. e quindi immangiabili.

Chiamo il cameriere e gli faccio notare che le patate ormai sono in ipotermia.

La sua risposta: “Perché non le mangiavate quando erano calde?” (che genio)

Promemoria 1: se vai da Porka Vakka le patate sono il contorno all’antipasto.

E siamo a due!

Dopo questa discussione da cabaret il cameriere va in cucina e torna con un cilindro da cui tira fuori la carne (scherzo, erano i piatti). I primi piatti arrivati al tavolo erano abbastanza pieni, ma i successivi diventavano sempre più vuoti. A chi mancava l’involtino, a chi mancava la salsiccia, chi non aveva il filetto, chi invece della puntina di maiale si trovava un pezzo di grasso e concludo qui perché altrimenti è come sparare sulla croce rossa.

Promemoria 2: da Porka Vakka chi prima arriva ben alloggia.

E siamo a tre!

Qui entra in azione lo chef che non contento della scarsità della carne ne copre i sapori con un bel lenzuolo di sale. In pratica non si capiva cosa era vitello e cosa era maiale. Ce n’era così tanto che si vedevano i granuli  del sale grosso su tutto: sulla salsiccia, sulla fettina, sulle costate. Magari era una nuova ricetta, la salsiccia in crosta di sale. Ah la nouvelle cousine!

Promemoria 4: se vai da Porka Vakka e soffri di pressione alta: MUORI.

E siamo a quattro!

Comunque il menù proposto attraverso il deal di Groupon (i sei tipi di carne e i sette tipi di salsiccia) non è stato mai rispettato. Ognuno ha potuto scegliere solo su un tipo di carne e, non dimentichiamolo, di sale.

Ormai perso il senso del gusto, il simpatico cameriere cabarettista si avvicina col carrello dei dolci: torta al limone, pistacchio, fragole, cioccolato. Un sogno.

Ingenuamente pensiamo che forse, dico forse, la cena avrebbe avuto un epilogo felice. Ma ricordate, mai illudersi al Porka Vakka. Oltre al gusto ti portano via anche la speranza…

Afferrati mestolo e coppetta, mentre noi mentalmente sbavavamo (fisicamente impossibile causa sale) sul carrello dei dolci, il cameriere con passo felpato ci serve, udite udite, dell’indefinita frutta a pezzi!

E siamo a cinque!

Signori è finita! Non ce l’ho fatta più!

Ho chiamato il cameriere dicendogli che il deal prevedeva la scelta fra dolce e frutta, che almeno la parte riguardante il dessert la dovevano rispettare, visto che il resto della cena non corrispondeva con quanto scritto sul coupon.

Gli ho evidenziato che  invece di una cena da 50 euro mi hanno rifilato questa schifezza da 15 euro, con tanto di volantino!

Il cameriere, una volpe, dice: <<Per quel che uno spende ha>>. Non è che mi potevano dare un filetto da 18 euro se ho speso 15… quello che proprio non vogliono capire, non so se per mancanza di intelletto o per palese disonestà, che io ho acquistato scontata una cena da 50 euro a testa. Non è che se io vendo una sedia scontata del 25% il cliente si ritrova con una sedia con tre gambe.

Cazzo hai fatto una cena da 50 euro scontata. Devi dare una cena da 50 euro.

Non è che bisogna essere dei geni del marketing per capirlo.

Comunque alla fine ci hanno dato i dolci come palliativo, ma ho comunque promesso che avrei protestato tramite Groupon.

Finito il dolce abbiamo chiesto il conto per i nostri due amici che hanno mangiato quel che abbiamo mangiato noi. 30 euro. La prova del nove!

Ovviamente mi sono impuntato con la cassiera del Porka Vakka per avere lo scontrino (se c’è qualche finanziere che legge lo invito ad un controllo), dopo un’attesa di 5 minuti è arrivato, erano le 23:00 e lo scontrino era il 14° della serata…

Insomma, scherzi a parte, è stata una cena pessima, una vera e propria truffa.

Questa mattina mi sono rivolto a Groupon e stanno facendo i dovuti controlli. Aspetto una risposta. Vi aggiornerò.

Concludo consigliando a chi ha preso questo deal di farselo rimborsare da Groupon per non passare una serata orribile come quella che abbiamo vissuto noi.

Motto finale: Porka Vakka! Sedotto dalla Porka, abbandonato dalla Vakka.

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Giudizio su deal Groupon per la Cantina Bonaccorsi

Ciao a tutti. Ieri sono andato alla Cantina Bonaccorsi ed ho utilizzato l’offerta di Groupon.

Devo dire che sono estremamente soddisfatto.

Ci tenevo a dirlo subito perché secondo me se un servizio è fatto bene è gusto che venga riconosciuto.

Adesso racconto in breve la serata.

Premessa, quando ho acquistato il coupon ho effettuato subito la prenotazione online (servizio nuovo messo a disposizione da Groupon) ed ho confermato un tavolo per la sera dopo per due persone alle 22:30.

La mattina successiva all’acquisto ho ricevuto il coupon.

Alle 22:30 siamo alla Cantina Bonaccorsi, il tavolo è pronto, la candela accesa.

Un saletta accogliente con luce soffusa e una gradevole musica in sottofondo. Veramente una bella presentazione. Il cameriere stappa la bottiglia di prosecco e ci gustiamo l’aperitivo con delle olive, dei salatini e delle bruschette appena fatte. Bell’inizio!

Il menù della Cantina Bonaccorsi non ha moltissime opzioni, ma i piatti disponibili sono veramente appetitosi. Scegliamo il tagliere del poeta (misto di salami siciliani,prosciutto crudo, lonza e feta greca). Buono, veramente buono. Per accompagnare i salumi c’era del pane caldo a fette (in realtà è la stessa pasta usata per le focacce, soffice e gustoso), dell’acqua e del vino rosso (non lo conoscevo ma era buono e confesso che l’ho quasi finito).

Come focaccia abbiamo scelto la Focaccia saporita (mozzarella, crudo, pomodoro, rucola). Anche questa molto buona, non tanto grande ma era veramente squisita.

Fino a qui il giudizio per la Cantina Bonaccorsi è più che positivo.

Dopo la focaccia e il tagliere di salumi abbiamo preso due dolci, una crepe alla nutella e una fetta di torta della marisa. La crepe era molto buona, ma la torta era eccezionale. Una torta al cioccolato e vino che aveva un sapore veramente speciale. A me piace il cioccolato e quindi hanno sfondato una porta aperta, ma fra le varie torte che ho mangiato questa era veramente una fra le più buone.

Alla fine abbiamo preso due caffè.

Il giudizio che do della Cantina Bonaccorsi è più che positivo. Ottimo il cibo, ottima la saletta (non è grande quindi conviene prenotare ma l’atmosfera mi piace tanto) ed in fine ottimo il servizio. I proprietari ed i camerieri sono veramente cortesi e gentili.

Sono soddisfato di aver acquistato su Groupon questo deal altrimenti non avrei mai conosciuto la Cantina Bonaccorsi un locale dove sicuramente tornerò (anche perché ne ho acquistati due  ;-) ).

Consigliatissimo!

Cantina Bonaccorsi

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Il Comune di Catania non poteva vendere gli immobili

COMUNE CATANIA: CHIUSA ISTRUTTORIA SU BUCO DI BILANCIO

(AGI) – Catania, 17 gen. – Bilanci 2004 e 2005 truccati per occultare il disavanzo ed evitare cosi’, oltre al dissesto finanziario, la decadenza e l’incompatibilita’ degli amministratori del Comune di Catania. In sintesi esono queste le conclusioni dei magistrati della Dda etnea che da anni indagano sul buco nelle casse al Comune, recentemente ripianato dal governo Berlusconi con un finanziamento di 140 milioni di euro prelevati dai fondi Fas. I Pm hanno chiuso l’istruttoria e tra venti giorni decideranno se chiedere il rinvio a giudizio.

Inizialmente una quarantina, le persone indagate a vario titolo per abuso d’ufficio in concorso e falso ideologico sono ora 19.
Tra queste l’ex sindaco Umberto Scapagnini, i responsabili del servizio ragioneria Francesco Bruno e Vincenzo Castorina, i tre assessori al Bilancio che si sono susseguiti nel tempo (Francesco Caruso, Nino D’Asero e Gaetano Tafuri) e alcuni componenti di due giunte municipali guidate da Scapagnini: Giuseppe Arena, Orazio D’Antoni, Mario De Felice, Filippo Drago, Stefania Gulino, Santo Ligresti, Giuseppe Maimone, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Giuseppe Siciliano, Nino Strano, Giovanni Vasta e Giuseppe Zappala’.
In particolare, secondo i magistrati, per il 2004 sarebbe stato coperto il disavanzo di 40 milioni di euro indicando vendite di immobili che non potevano avvenire. Stesso discorso e stesso disavanzo per il rendiconto 2005. Nell’inchiesta dunque entra anche “Catania Risorse” la societa’ creata dal Comune per dismettere immobili e fare cassa. Tra i beni, risultati invendibili, l’ex convento di Santa Nicolella, l’ex istituto Sacro Cuore, l’ex esattoria comunale, gli ex monasteri di Sant’Agata, San Placido e Sant’Agostino, l’ex caserma Malerba, Villa Fazio.

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Catania, strage nell’aula dei veleni

fonte: La Repubblica
La procura indaga, per il 19 dicembre è fissato l’incidente probatorio
Ma la città, e i suoi poteri forti, tacciono. Silenzio anche dal preside di facoltà

CATANIA – L’ultima è stata una ragazza di 24 anni, della provincia di Ragusa. Quando ha letto sul giornale di quante persone avesse inghiottito quel laboratorio di Farmacia, adesso chiuso su disposizione della magistratura, sua madre ha preso il coraggio a due mani e ha chiamato l’avvocato Santi Terranova. “Anche mia figlia ha studiato in quel posto, per due anni – ha detto in lacrime – si è ammalata e adesso è morta. Aveva solo 24 anni”.

E così, il già lungo elenco di vittime del laboratorio dei veleni dove per anni studenti, ricercatori, professori, tecnici e personale amministrativo hanno respirato fumi e maneggiato sostanze altamente tossiche, “in valori superiori di decine e anche di centinaia di volte ai limiti fissati per i siti industriali”, come scrivono i pm, si è ulteriormente allungato: le vittime sono diventate 15, gli ammalati oltre venti.

Un numero ancora difficile da definire visto che, oltre alle persone che via via si fanno coraggio e si aggregano a quella sorta di comitato di familiari di vittime del laboratorio di farmacia dell’Università di Catania, che si è radunato attorno all’avvocato Terranova, sono in tanti quelli che negli ultimi giorni hanno telefonato direttamente alla Procura della Repubblica di Catania. E Carla Santocono e Lucio Setola, i due sostituti incaricati della delicata inchiesta dal procuratore Vincenzo D’Agata, si sono ritrovati a parlare con persone ammalate, in stadi più o meno avanzati, che si sono dette disponibili ad aggiungere altri elementi all’inchiesta e a raccontare le loro storie.

Storie del tutto simili a quella di Emanuele Patanè, il 29enne ricercatore che prima di morire per un tumore al polmone ha affidato al suo diario il drammatico racconto di quei suoi anni di lavoro in un ambiente killer e dell’ultimo stadio della sua malattia vissuta nell’assoluta indifferenza di quanti, vertici dell’Università e responsabili della Facoltà, ben sapevano non solo del mancato rispetto delle più elementari norme a tutela della salute ma anche della già lunga lista di vittime e di ammalati. Come dicono gli stessi magistrati negli atti dell’indagine che ha già portato al sequestro del laboratorio, e all’invio di otto avvisi di garanzia per disastro ambientale nel troncone d’inchiesta che presto verrà unificato con quello per omicidio colposo plurimo.

“La cosa che colpisce moltissimo – osservano in Procura – è la giovane età di gran parte delle vittime: quasi tutti ragazzi tra i venti e i trent’anni”. Che in quel laboratorio si specializzavano o affrontavano le loro esperienze di dottorato o di ricerca. Per il 19 dicembre è già stato fissato l’incidente probatorio per stabilire se le falde acquifere e il terreno circostante il laboratorio di Farmacia siano inquinati dai veleni che, come ha già accertato l’inchiesta, venivano smaltiti dai normali scarichi di lavabi e gabinetti. Poi sarà la volta della penosa quanto delicata sfilata dei testimoni, i familiari delle vittime, ma soprattutto gli ammalati, quelli che ancora lottano contro il male che li ha aggrediti in quelle stanze. E proprio per cristallizzare in questo momento le loro dichiarazioni, certamente decisive per l’accertamento delle responsabilità, l’avvocato Terranova ha chiesto alla Procura un secondo incidente probatorio, che consenta di ascoltare immediatamente le persone ammalate nel timore che non tutte potrebbero essere in grado di affrontare un interrogatorio nei tempi lunghi, previsti dal normale iter delle indagini. Quello che colpisce, ancora una volta, a Catania è il silenzio assoluto che avvolge la vicenda. Con le lacrime agli occhi, i familiari delle vittime dicono di essersi decisi a denunciare solo ora perché sempre dissuasi dal mettersi contro i “poteri forti”, gli studenti in queste settimane sballottati da un plesso all’altro dopo il sequestro dell’edificio, esprimono sgomento. Tacciono ancora i vertici della Facoltà a cominciare dal preside Giuseppe Ronsisvalle. Parla, ieri, per la prima volta il presidente della Regione Raffaele Lombardo che, a Catania per fare il punto sullo stato della sanità siciliana, commenta così la vicenda del laboratorio della morte: “È una vicenda gravissima, che mi ha inquietato ed amareggiato enormemente. Non è che ci vuole la Regione o la polizia che controlli. Ci vuole la coscienza di chi sa e magari chiude un occhio facendo correre un rischio e facendo perdere la vita agli altri, che magari non lo sanno o sono costretti a farlo per ragioni di carriera o addirittura di lavoro e di vita”.

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Io voglio il dissesto finanziario del Comune di Catania

Ciao a tutti, come sapevate o come saprete a breve io sono catanese. Sono un cittadino della città con più debiti in Italia. La classe politica si sta impegnando per far si che non ci sia il dissesto, ma pensandoci su, quando mai la volontà della classe politica catanese è andata verso i bisogni dei catanesi stessi?

Infatti evitare il dissesto serve più alla classe politica ed al sistema clientelistico creato dalla stessa, che ai cittadini catanesi.

I fautori della ”non dichiarazione del dissesto”, hanno una ben precisa motivazione alle spalle: la dichiarazione del dissesto impedisce a tutti (maggioranza sopratutto ma anche opposizione, nella misura in cui anche l’opposizione potrebbe partecipare alla torta da dividere) per cinque anni, di spendere anche un solo euro per motivi che non siano strettamente legati alle necessità amministrative della città (servizi essenziali, servizi sociali, etc.). Vengono così eliminate tutte quelle spese “discrezionali” come consulenze, contributi etc, che servano a gratificare il risultato elettorale.

Fortunatamente, come dichiara il sindaco Stancanelli, il dissesto è stato evitato e quindi si può continuare a richiedere consulenze agli amici e a pagarle lautamente.

Si pubblicano a seguire i due provvedimenti di impegno di spesa relativi ai due direttori generali: quello relativo al Dott. Giacalone del 5/7/07 che prevedeva complessivamente per compenso lordo ed oneri riflessi la somma annuale di € 137.920,00 e quello relativo al nuovo Direttore Generale Dott. Lanza che prevede per tre mesi (1/10/08 – 31/12/08) la somma complessiva di € 66.855,00.

Per scaricare il documento ufficiale dei provvedimenti clicca a seguire: Provvedimento nomina nuovo Direttore Generale del Comune

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